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Servizi di ingegneria: il CNI ribadisce la necessità della verifica preliminare della qualifica professionale

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Lo scorso 8 giugno il Dipartimento per le politiche europee presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero della Giustizia, ha indirizzato al CNI la richiesta, proveniente dalla Commissione europea, di indicare quale fosse il rischio concreto ed immediato di danno alla salute e all’integrità fisica del destinatario della prestazione dei servizi ingegneristici, al fine di conservare e giustificare la verifica preliminare della stessa.

In riferimento all’ingegnere civile ed ambientale e civile e ambientale iunior, il CNI ha ritenuto opportuno tenere conto del contesto geografico e fisico peculiare del nostro Paese, caratterizzato da un maggiore rischio idrogeologico e sismico. Come richiesto dalla Commissione, quindi, il rischio concreto ed immediato è stato evidenziato fornendo una serie di dati dell’ISPRA e del CNR in merito alla situazione sismica ed idrogeologica.

Per quanto riguarda la figura dell’ingegnere dell’informazione e l’ingegnere dell’informazione iunior, dopo averne dettato le competenze, il CNI ha precisato che tali attività includono anche dispositivi medici e diagnostici in vitro, nonché le macchine ed impianti per la salute. Infine, relativamente alla figura dell’ingegnere industriale e dell’ingegnere industriale iunior, è stata sottolineata l’attività di progettazione, sviluppo, direzione lavori, stima, collaudo, gestione, valutazione di impatto ambientale di macchine, impianti industriali, di impianti per la produzione, trasformazione e la distribuzione dell'energia, di sistemi e processi industriali e tecnologici, di apparati e di strumentazioni per la diagnostica e per la terapia medicochirurgica.

In seguito al parere espresso dal CNI, lo scorso 22 giugno il Ministero della Giustizia ha trasmesso lo stesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, esprimendo la massima condivisione e ribadendo la richiesta e la necessità di mantenere la verifica preliminare della qualifica professionale per tutti i sei profili della professione di ingegnere.