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Il Centro Studi del CNI ha diffuso l’indagine nazionale sugli ingegneri dipendenti. La ricerca è stata condotta su un campione costituito da 3500 ingegneri attivi nelle amministrazioni pubbliche e nelle società private.

“I dati più significativi della nostra analisi – afferma Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI – sono quelli relativi alle tutele. Ad esempio, emerge una difficoltà nel trovare forme di rappresentanza adeguate, visto che il sindacato non offre il supporto atteso. Rilevante è anche il mancato riconoscimento del ruolo professionale denunciato da molti e il fatto che la grande maggioranza di coloro che svolgono attività di ingegnere non può contare su percorsi di carriera dedicati. Molto spesso all'ingegnere viene richiesto di svolgere attività professionale - sotto la sua responsabilità - senza che ciò sia previsto dalle sue mansioni, né tanto meno riconosciuto a livello retributivo. Sconcerta il fatto che più dell'otto per cento degli intervistati dichiari di non sapere nemmeno se le attività loro richieste rientrino o meno nelle mansioni previste contrattualmente”.

Gli ingegneri con esperienza consolidata rappresentano l’area più ampia e stabile del lavoro dipendente ingegneristico e godono di una progressione di carriera che garantisce loro posizioni più elevate e livelli retributivi maggiori. In particolare, gli ingegneri più “anziani” godono maggiormente dei vantaggi connessi allo status di lavoratore dipendente, ovvero stabilità professionale, inquadramento adeguato, riconoscimento del ruolo professionale, retribuzione corrispondente alla qualità e quantità della attività prestata.

Il quadro cambia decisamente quando si parla di ingegneri giovani, per i quali la stessa stabilità professionale comincia ad apparire meno certa. Risultano spesso sotto-inquadrati quasi sempre a livelli impiegatizi, soprattutto se occupati al Sud. Quasi il 40% si ritiene poco e addirittura per niente soddisfatto del lavoro che svolge, anche in ragione di una remunerazione ritenuta troppo bassa. La dequalificazione dell’apporto professionale, tipica del pubblico impiego, comincia ad emergere anche nel settore privato.

Al di là dell’aspetto generazionale, sul piano delle tutele emerge una fiducia assai scarsa nelle tradizionali forme di rappresentanza, in particolar modo nel sindacato. In questo senso, gli ingegneri cercano sempre più spesso nell’Ordine la difesa dei propri interessi. Inoltre, lamentano la mancanza di percorsi di carriera dedicati e del riconoscimento del ruolo professionale.

Più in dettaglio, il campione di indagine è caratterizzato da una maggioranza (oltre il 70%) di ingeneri occupati nel privato, con una prevalenza industriale (55%) di tipo manifatturiero (35%).  Il tratto che accomuna la condizione di lavoro dei professionisti è l’elevata stabilità lavorativa. A fronte della ampia presenza di datori privati, poco meno di un terzo degli ingegneri dipendenti (28,7%) lavora presso un ente pubblico, in particolar modo negli enti locali o in un’amministrazione regionale (30,2%). Solo il 39% degli ingegneri dipendenti pubblici svolge la propria attività professionale presso un ufficio tecnico. La condizione alle dipendenze non limita la qualità della prestazione lavorativa. La progettazione appare infatti come l’attività prevalente (53,2%), seguita dalla gestione organizzativa (44%) e quindi dalla attività di ricerca e sviluppo.

I dati confermano la tendenza della piccola e media impresa ad impiegare poco gli ingegneri rispetto alla grande azienda. Così quest’ultima può contare su un'offerta molto elevata di mano d'opera intellettuale altamente qualificata a prezzi decisamente ridotti.

Quanto all’esercizio di attività libero professionali, a fronte di quasi il 60% degli ingegneri dipendenti che può comunque svolgere attività libero-professionale, solo una minoranza (20%) svolge effettivamente la libera professione in aggiunta a quella del lavoro alle dipendenze. Ma si tratta quasi sempre di attività marginali soprattutto rispetto alla capacità di integrare il reddito.

Gli ingegneri dipendenti

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