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Debiti PA: il CNI spiega come esigerli e denuncia gli ostacoli opposti dalle banche

 

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha diramato una circolare nella quale illustra le opportunità disponibili in materia di pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione.

I professionisti e le imprese che vantano un credito commerciale nei confronti delle pubbliche amministrazioni possono procedere allo sblocco dello stesso attraverso la certificazione del credito.  Questa avviene gratuitamente attraverso la piattaforma disponibile all’indirizzo: http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml.

La domanda di certificazione può essere presentata per i crediti commerciali che si vantano nei confronti di: amministrazioni statali, centrali e periferiche; regioni e province autonome; enti locali; enti del Servizio Sanitario Nazionale; altre amministrazioni pubbliche.

L’iscrizione alla piattaforma può essere richiesta direttamente da una società o impresa individuale, mentre per i professionisti è necessario richiedere le credenziali alla Pubblica Amministrazione debitrice.

Una volta certificato il credito è possibile utilizzarlo nei seguenti modi:

 

- attendere il pagamento della somma da parte della Pa entro la data indicata nella certificazione;

- effettuarne la cessione (anche parziale) o chiederne un'anticipazione presso banche o intermediari finanziari abilitati ad un determinato tasso di sconto;

- compensare la somma (anche parzialmente) presso l'agenzia delle entrate.

Al fine di rendere concreta l'attuazione della cessione del credito è stata stipulata, il 17 luglio scorso, un'apposita convenzione tra il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Associazione bancaria italiana (disponibile all’indirizzo http://www.mef.gov.it/primo-piano/documenti/2014/Convenzione_quadro__ABI_MEF_cessione_crediti_certificati.pdf)

 Tuttavia, come segnala il Presidente del CNI Armando Zambrano, “molti iscritti, titolari di crediti certificati, lamentano il fatto che al momento le banche  e gli intermediari  finanziari non sanno o non vogliono essere coinvolti in tale operazione,  nonostante  i vari protocolli previsti”.

“Ancora una volta – prosegue Zambrano - è il sistema bancario ad ostacolare un provvedimento importantissimo per il rilancio dell’economia. Lo stesso sistema creditizio che fruisce di imponenti flussi finanziari da parte della BCE che dovrebbero essere resi disponibili al sistema produttivo. Invece le banche si rifiutano perfino di accettare la cessione dei crediti certificati dalla pubblica amministrazione. Un comportamento inaccettabile che dimostra ancora una volta dove risiedano i veri ostacoli al rilancio del Paese”.